AG06 VERSIONE SMARTLASER


LASER TERAPEUTICO modello AG6 versione SMARTLASER
Il DISPOSITIVO PER la TERAPIA LASER più versatile e compatto

È un dispositivo rivoluzionario, grazie al suo software interattivo, imposta la terapia laser più indicata ogni giorno.  
Sono a disposizione dell’utilizzatore tredici memorie di sistema utilizzabili.

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display interattivo touch

Dalla Low Level Laser Therapy al trasferimento di alte energie a basso impatto termico cutaneo

La laserterapia è una efficiente terapia fisica di largo uso nel trattamento delle patologie muscolo scheletriche. Per ottenere buoni risultati occorre effettuare una diagnosi medica corretta ,indicare una valutazione prognostica ed avere una continuità delle terapie.
La diagnosi e la prognosi sono atti medici.

La scelta della terapia oggi, per legge, può essere anche effettuata dal massaggiatore sportivo e dal terapista.
Se viene scelta come terapia elettiva la laserterapia, in primis, occorre:

1. Scegliere la o le λ più indicate
2. Scegliere la λ singola o multifrequenza
3. Riferirsi a fonti accreditate di protocolli come per esempio International Association Laser Therapy (I.A.L.T.)
4. Individuare con cura le porte di accesso per raggiungere la profondità desiderata
5. Definire il ciclo di laser terapia
6. Effettuare o richiedere verifiche cliniche e strumentali iniziali e finali

Le lunghezze d’onda delle radiazioni elettromagnetiche efficaci per le interazioni con il tessuto umano sono comprese nello spettro della luce visibile, da 300 e 900 nm, cioè nello spettro compreso tra i raggi UV (ultravioletti) sino al vicino IR (infrarosso). Praticamente tutti i processi fotobiologici che avvengono nel regno animale e vegetale, come la fotosintesi, fototropismo, fototassi, fotoperiodismo, e la visione, utilizzano questa gamma di radiazioni. Le molecole responsabili di questi risposte sono dei fotorecettori.

La regolazione del metabolismo cellulare in rapporto alla luce visibile è argomento della fotobiologia. La dimostrazione della stimolazione della sintesi di DNA e RNA in cellule di mammifero con luce da 330 a 860 nm, nonché la stimolazione della crescita di microrganismi eucarioti e procarioti registrati nel 1980 (1), ha indicato che la luce monocromatica nello spettro vicino al visibile può essere in grado di regolare il metabolismo cellulare. Le differenti lunghezze d’onda causano diverse risposte biologiche, e in condizioni ideali, ogni cromoforo (melanina, emoglobina, acqua, ecc. dell’organismo) presenta un particolare Il foto accettore per la stimolazione del metabolismo cellulare è l’enzima terminale della catena respiratoria, cioè, la citocromo C ossidasi per cellule eucariotiche. Metalli di transizione (Cu e Fe contenuti nel citocromo C generano stati elettronicamente eccitati in condizioni di reazione molto moderati. La fotochimica bio organica, un settore in rapido sviluppo della nuova ricerca, si occupa degli aspetti biologici della chimica dei metalli di transizione e della fisica delle radiazioni. Ultimo ma non meno importante, l’attivazione di alcuni enzimi da parte della luce.
Ricordiamo la che biostimolazione laser (ieri, low level laser therapy,oggi alta energia a basso impatto termico o fotobiomodulazione laser) come trattamento medico è iniziato con Endre Mester, considerato il padre della “biostimolazione laser” che usò il laser a rubino nel 1964 ma è dal 1961 in poi ,con l’uso di un laser He-Ne (= 632.8 nm) per il miglioramento la guarigione delle ferite torpide che se ne diffuse l’uso commerciale e terapeutico. Gli effetti osservati sono stati attribuiti alla coerenza elevata della radiazione laser He-Ne.
La diffusione di biostimolazione laser in vari paesi è iniziata alla fine degli anni ’70, ed ha ottenuto un interesse più ampio (Italia, Giappone, Regno Unito e Cina) dopo la comparsa di laser medici a semiconduttore negli anni 80.

Legge di Lambert - BeerCon il progresso tecnico nella seconda metà del 20° secolo e con l’avvento di nuove tecnologie di laserazione, con l’uso di nuove sorgenti luminose, negli anni si è passati dal laser a rubino (= 694 nm), che è stato il primo laser inventato nel 1960, usato in oculistica e dermatologia all’uso delle multi frequenze con laser che oggi trattano anche le ernie discali non in modo chirurgico.

(Maria Dr.ssa Conforti)

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